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My soundtrack
Ecco quella che è stata la colonna sonora di questa avventura. La compilation è scaricabile da ErSecchetto, sezione #playlist. Enjoy
01 - Drake - Dreams money can buy
02 - Kendrick Lamar & Young Jeezy - Westside, right on time
03 - ASAP Rocky - Thuggin noise
04 - 2 Chainz & Lil’ Wayne - Yuck
05 - Rick Ross - Ashamed
06 - B.o.B. & Nicki Minaj - Out of my mind
07 - Rita Ora, Tinie Tempah & Drake - R.I.P. RMX
08 - Aaliyah & Drake - Enough said
09 - Nas & Victoria Monet - You wouldn’t understand
10 - ASAP Rocky, ASAP Ant & Flatbush Zombies - Bath salt
11 - Reks & J. Nics - Bang bang
12 - DJ Scream, Rick Ross, Bun B & Slim Thug - Cassette deck
13 - ASAP Ferg - Work
14 - ASAP Ferg & Asap Nast - Bangin on wax
15 - Rick Ross, Wale & Drake - Diced pineapples
16 - The Game, Chris Brown, Tyga, Wiz Khalifa & Lil’ Wayne - Celebration
17 - Slaughterhouse & B.o.B. - Place to be
18 - Kanye West - Dark fantasy
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Album: Welcome to Our HouseArtist: SlaughterhouseSong: Place to Be Feat B.O.BPlays: 31WHAT AN INCREDIBLE PLACE TO BE!
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Considerazioni finali
Dopo qualche giorno passato a riprendermi dal viaggio e dal jet-lag, credo sia arrivata l’ora di tirare le somme di questo viaggio:
Comincio da Maui, che si è rivelata un pó la delusione del viaggio, un pó per il meteo ballerino, un pó perchè forse ho anche sbagliato l’approccio: come a Kauai, qui era necessaria la macchina. Anche motorizzato peró sarebbe stato uno sbattimento, considerato che gli spostamenti sono sempre abbastanza lunghi: per andare da un posto all’altro ci vogliono non meno di quaranta minuti. Le uniche due volte che ho usato i taxi per spostarmi mi hanno fatto molto male, quindi ho deciso di rimanere per lo più tra Makena e Wailea dove le spiaggie sono comunque le più belle dell’isola. D’altronde era la mia ultima tappa e non volevo nient’altro che relax. Anche il tour finale in elicottero si è rivelato un flop. Grande nota positiva, però, è stata la Mango di Eddie il tassista.
Kauai è invece il luogo che più porteró nel cuore: girare in lungo e in largo l’isola senza una vera destinazione al volante della Camaro mi ha dato emozioni assurde… Libertá allo stato puro. Ho visto tantissimi posti e difficilmente sono tornato per due volte nello stesso, quindi non ho rimpianti di nessun genere. Nonostante sia la più selvaggia di tutte le altre, l’isola dei galli ha davvero tanto da offrire, anche come strutture, hotel e ristoranti. Pali Ke Kua, poi, vale da sola il prezzo del biglietto: senza dubbio la spiaggia più bella che ho visto in tutto il mio soggiorno.
Honolulu, infine, è il giusto compromesso tra relax e attrattive: oltre a spiagge e resort stupendi, infatti, non mancano enormi centri commerciali e sfavillanti negozi che ricordano quelli della 5th Avenue a New York. Peccato che però non ero proprio nel mood di fare shopping. L’isola è molto più affollata rispetto alle altre e camminare per le strade gremite di gente ha comunque il suo fascino. Non aspettatevi comunque vita sfrenata o grandi divertimenti perchè anche qui, come nelle altre isole, alle 22:00 è più o meno finito tutto!
Insomma, le Hawaii sono un posto meraviglioso, le spiagge sono stupende e il clima almeno ad agosto è perfetto, sempre soleggiato e la sera nemmeno troppo caldo, visto che tira un piacevole venticello. In qualsiasi posto sia stato non ho mai avvertito il minimo pericolo, sembra che qui la criminalità non esista. Gli hawaiani infine meriterebbero un capitolo a parte, sempre cordiali e carini con tutti, tanto che anche i turisti alla fine entrano in questo stato mentale. Se vi capiterà anche solo di incrociare lo sguardo con uno sconosciuto per strada, non troverete nient’altro che un sorriso.
Quindi, giudizio finale: BOMBA ATOMICA
Detto questo, Jingle.
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Day #24: Epilogo
Il volo da Maui a Los Angeles è una passeggiata, nonostante non riesco ad avere il posto vicino al finestrino riesco a dormire quattro ore su cinque. Atterro a LAX alle 06:20, un caffettino da Starbucks e duecento tabacconi. Come saprete, il mio volo per Roma sarà solo alle 15:20, quindi dovrò trovare qualcosa da fare per ben nove ore.
Come se questo non bastasse, arriva un’altra botta dura da reggere: il desk dell’Alitalia non aprirà prima delle 11:30, questo significa che non posso entrare nella zona di negozi/ristoranti/lounge, essendo sprovvisto di biglietto. E mo che cazzo faccio per quattro ore? Facile: Dormo. Il posto più comodo che trovo è questa panchina di legno che mi spacca le costole ad ogni movimento, e in più mi causa strani sogni allucinogeni, tipo Er Negus tutto biondo platino, barba compresa. Attimi da brividi.
Insomma, alla fine traccheggio e riesco ad effettuare sto cazzo di check-in, e la seconda brutta notizia è che manco su sto volo mi danno il posto sul finestrino. Amarezza. Dodici ore senza appoggino morirò.
Nella zona del mio gate non è che sia molto da vedere, quindi mi infilo nella Air France Business Class VIP Louge
de stocazzograzie alla mia Priority Pass, da dove vi sto scrivendo adesso. Ovviamente qui se magna e se beve gratis e je farò mille crepe per il semplice gusto della crepa, a ste merde francesi.Insomma ragazzi, mancano solo due ore al mio volo di ritorno e non c’è più molto da dire… È finita! Ora c’è solo da tirare le somme e fare qualche considerazione finale, che non sò se farò adesso o una volta tornato a Roma. Dipende da quanta voglia c’ho de scrive…
Stay tuned!
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Day #23: Non ho sentito la campana!
Dopo una lunghissima trafila per riprendere bagagli, voucher e rimborsi, torno al Makena Beach Resort solo alle 6:00, ovviamente tutto a spese della Delta. Provo a chiedere clemenza sull’orario del check-out (12:00), vista l’ora e la mia esigenza di dormire piú a lungo, e visto che sono stato loro ospite per tutta la settimana, ma la tizia non vuole saperne: al massimo poi mi daranno un’hospitality room per cambiarmi. Troia
Io però non me la inculo per niente e dormo fino alle 13:30, mi faccio il solito pranzetto in piscina e passo un pó di tempo in spiaggia, anche se il tempo è una merda. Lo shuttle per l’aereoporto arriverà alle 19:00 quindi alle 17:30 vado a reclamare la mia hospitality room per farmi una doccia, ma ora alla lobby c’è il mio amico scuro che mi riconosce e mi ridà le chiavi della mia stanza, dicendomi di fare come mi pare. Capito puttana??
Alle 18:45 sono alla lobby e incontro Alfredo con la compagna, i due italiani che ho conosciuto ieri. Prenderemo lo stesso shuttle e faremo tutta la trafila insieme, non mi dispiace visto che sono simpatici.
Mentre scrivo sto salendo sull’aereo che se Dio vuole mi porterà a LAX, dove già sapete quello che mi aspetta…
Buon viaggio secco!
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Day #22: Aggiornamenti
C’è stato qualche problemino con l’aereo e dopo averci fatto salire a bordo e riscendere per ben due volte ci hanno annunciato che il volo non sarebbe partito (ormai alle 2:00). Dopo una fila interminabile per trovare un volo per domani, sto tornando al Makena Beach Resort per un’altro giorno tutto a spese della Delta… Vabbè un dito al culo ma poteva andare peggio.
Nel frattempo ho fatto amicizia con un’altra coppia di italiani e una famiglia di israeliani, e domani ci troveremo tutti insieme a Makena yu-huuuu. Seriamente, me rode er culo, non vedevo l’ora di tornare ed invece è tutto posticipato di un giorno.
Così ve imparate a rompe er cazzo, cojoni!
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Day #22: Un giro in elicottero prima dei saluti
A mezzogiorno devo lasciare la stanza, quindi alle 10:30 scendo a prendermi un caffè e intanto faccio il check-out. Sto a morì de sonno. Chiudo le valigie e controllo di 100 volte di non dimenticare niente. Speramo. Deposito le valigie alla lobby e vado a mangiarmi una cosina in piscina, dopodichè alle 14:00 arriva il mio pulmino che mi porterà all’eliporto per il mio tour, appunto, in elicottero.
Partiró con la compagnia Blue Hawaiian, ovviamente la più coatta scegliendo ovviamente il tour più coatto, di 60 minuti dove vedi tutta l’isola. Sull’elicottero siamo quattro maschioni: io, due tizi del minnesota e uno scuro di Baltimora che si chiama come me e che c’ha delle Jordan IV Varsity Red appena uscite, mmmm. Scommetto che sta strippando per le mie Hyperfuse Infrared. Vabbè, ci fanno vedere il solito video sulla sicurezza e alle 15:15 il nostro elicottero parte puntuale: io ovviamente ho il posto più sfigato, e il mio omonimo sta davanti sto bucio de culo. Abbiamo delle cuffie dove sentiamo tutto quello che c’ha da dire il pilota e dei microfoni per fare domande e interagire.
Senza girarci troppo intorno vi dico che il tour è una mezza merda, non si vedono nient’altro che montagne, montagne, montagne e qualche schizzo di cascata ogni tanto. Il pilota poi ci fa sta cazzo di lezione di storia/geografia, dai su. Speravo di fare almeno qualche foto/ripresa fica ma 1) non è che ci siano sti grandi soggetti 2) pure volendo i finestrini riflettono parecchio e non posso fare un lavoro certosino. Non dico che mi sono cacato sotto perchè sarei esagerato, ma i vuoti d’aria so molto frequenti e a un certo punto m’è presa la nausea a dumila. Col tour de n’ora ho toppato, mezz’ora si poteva pure sostenere… Comunque a fine corsa resto con David ad aspettare i rispettivi taxi e mi chiede se ho Instagram (quà stanno a rota peggio de noi), mi segue e mi dice “Let’s keep in touch”. Come è facile fare amicizia qui, uguale a Roma proprio.
Torno in hotel e ho ancora due ore prima che Eddie il fattone mi porti all’aereoporto, quindi mi godo l’ultimo tramonto con l’ultimo spliff rimasto e centellinato. Un pó di malinconia si fa sentire, anzi quasi me sta a pià male, ma non posso lamentarmi. Insomma, ora sono in aereoporto a mangiare pollo fritto (NB: il pollo di Burger King è superiore, ma la barbeque è meglio al Mc) e sto per tornare, ormai l’unica avventura che rimane è il viaggio del ritorno… Se non altro sti cannoni+l’elicottero m’hanno sfondato, magari dormo pesante.
DOMANITORNO!
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Boarding to LAX
Non vedo l’ora d’arrivare e farmi nove ore in giro per l’aereoporto
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Album: Lord$ never worryArtist: ASAP Ferg & ASAP NastSong: Bangin on waxPlays: 19Ultimo spliff in terra Hawaiana.. :’(
(sta canzone è tutto) -
Promemoria
Questo il programma del mio viaggio di ritorno:
- 04/09/12 • 22:15 • Volo Maui - Los Angeles (durata 5 ore)
- 05/09/12 • 06:20 • Arrivo a LAX (ora locale)
- 05/09/12 • 15:25 • Volo Los Angeles - Roma (durata 12 ore) (si, nove ore dopo)
- 06/09/12 • 12:15 • Arrivo a FCO (ora locale) (si, due giorni dopo)
NO-COMMENT
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a settembre dell’anno scorso sono partita per 3 mesi a Maui e ti giuro che leggendo tutto quello che hai scritto mi e’ salita un immensa invidia e nostalgia! che odio :D
e’ un postro stratosferico (le Hawaii in generale lo sono)!
AlohaaaaSei la prima che usa la funzione INTERAGISCI del blog, quindi solo stima per te.
Come darti torto? Le Hawaii sono assurde, anche se forse Maui è il posto che un pò mi ha deluso rispetto alle altre isole! Non perderti le considerazioni fine viaggio!
Aloha!
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Tranquilli regà mò torno
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Nei ka honua, he olai’i ia
Quando la terra trema, è un terremoto -
Day #21: Le Hawaii sulla pelle
Nonostante sia la mia ultima giornata di mare decido di fare tutto con molta calma… Scendo per le 11:30 e per fortuna anche oggi il sole decide di essere clemente: fino alle 16:30 mi accompagna in questa seduta di rifinitura, che oggi decido di affrontare senza protezione. Dire che sono nero è poco.
Giusto il tempo di togliermi la salsedine di dosso e sono alla lobby ad aspettare il mio taxi per Lahaina, dove oggi andrò per farmi un tatuaggio. Ricordate? Quando ero venuto con Lele&Enza lo studio era chiuso, ma stavolta ho anche chiamato per essere sicuro di tornare a casa col ricordino. L’idea di marchiarmi ha preso ufficialmente forma a Kauai, quando girando dentro un ABC Store ho trovato questo libro di proverbi hawaiani che alla fine ho deciso di comprare. (primo indizio)
Arrivo a Lahaina quasi dopo un’ora di taxi (economico, soprattutto). Ho appuntamento per tornare indietro alle 21:00, quindi ho tre ore di tempo: l’idea è di togliermi subito il pensiero per poi avere un pò di tempo per fare un giro e mangiare qualcosa, quindi vado diretto da Skin Deep Tattoo. Ad accogliermi c’è una giapponesina mezza punk alla quale spiego il motivo della mia visita. Incredibilmente, la signorina infrange tutti i miei sogni in pochi istanti: non c’è possibilità di fare un tatuaggio oggi, uno dei tatuatori è andato via prima
bella la vita del tatuatoree quindi nada. MA-CHE-CAZZO-STAI-A-DI? PORCO***. E meno male che ho pure telefonato… Me ne vado con la coda tra le gambe mentre una tempesta emotiva mi assale, portandomi quasi a una crisi esistenziale. Provo a pensare “vabbè, lo farò a Roma”, ma ovviamente è solo un pagliativo per tirarmi su il morale: è una cosa talmente legata alla cultura locale che non avrebbe senso. (secondo indizio)Un’altro pensiero che mi assale è “ORA CHE CAZZO FACCIO PER TRE ORE?”, quindi comincio a camminare ancora frastornato per l’accaduto. Cammina di quà e cammina di là, che ti vedo? Un’altro studio di tatuaggi! Anche se ‘sto The Goldfinch non m’è mai apparso cercando su Google, sai che cazzo me ne frega? Entro subito. Anche qui c’è una giapponesina ad attendermi e mi spiega che la situazione è variabile: anche qui c’è un solo tatuatore (che mi fà i complimenti per il polpaccio maori) e sta cominciando proprio ora a tatuare un 50enne col codino bianco MORTACCISUA ma ndo cazzo vai?? Il massimo che posso fare è affacciarmi verso le 19:30 e vedere se si può o fare o meno. Oltre il danno, la beffa.
Mi sento nuovamente un punching-ball: sono in balia degli eventi, tutto il Karma negativo mi sta tornando indietro. Continuo a vagare ormai senza un perchè, fino a quando… vedo LA LUCE. Proprio a pochi metri dal The Goldfinch
dei miei coglionic’è il Mid-Pacific Tattoo, uno studio bello grosso con tre tatuatori tutti all’opera. Tipregotipregotipregotiprego.Spiego le mie intenzioni e incrocio le dita: i due americanotti imbastiscono che c’hanno da fare quindi andranno via prima… ma poi c’è LUI. È il Cinesone, in realtà è hawaiano ma ci somigliamo quindi è Cinesone, co lo stesso baffetto mio e co tutti tatuaggi da coatto addosso. Insomma er Cina mi dice che sarà il mio uomo, devo solo tornare tra 20 minuti. Vabbè. Torno dopo 20 minuti e ha appena finito di tatuare il ciccio made in usa. Preciso il Cinesone. Discutiamo un’attimo il tatuaggio, che è questa scritta intorno al ginocchio (terzo indizio), che dice di potermela fare in corsivo a mano libera. Ce sto, massima fiducia ar Cinesone. È molto metodico, ricontrolla scrupolosamente che non ci siano errori (quarto indizio) e ripassa il disegno sulla mia gamba con tre diversi pennarelli… Mò hai rotto er cazzo Cinesò, daje cominciamo. Che ve devo dì? Er China c’ha na mano che è na favola, non sento praticamente nessun tipo di dolore, sarà l’euforia e sarà che non voglio fa brutta figura co st’artista. Mi racconta che è stato in vacanza in Indonesia poco tempo fà e che non ja retto a fasse tatuà lì. Furbo er Cinesone. Mi confessa anche di stare un pò a rosicare per via della mia abbronzatura: tranquillo bro, “non ci stanno versus” (cit). Vabbè in un’ora finisce tutto e ci salutiamo come amici di vecchia data: massimo rispetto pe er China che m’ha scritto un pezzo di saggezza hawaiana sulla pelle (quinto indizio). Nel frattempo ho posticipato molto furbamente il mio appuntamento con il taxi per le 21:30, ma sono già le 21:10 e ho 20 minuti per mangiare con l’imbuto.
Rinuncio, ahimè, al Lahaina Grill, posto osannato dalla Lonely Planet ed effettivamente di alto livello, ma chiudo in bellezza con Cheeseburger in Paradise, lo stesso dove avevo mangiato a Waikiki quel cheeseburger assurdo.
Alle 21:30 raggiungo puntuale il taxi che mi riporta indietro, anche stavolta molto economicamente. Insomma, si può dire che il viaggio sia ufficialmente finito visto che questa sarà l’ultima notte, ma domani c’è ancora un pò di tempo per un tour in elicottero, visto che il mio volo sarà solo alle 22:00…
Poi sarà ora di tirare le somme
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